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May 28 Addio numero 7...Come ben sa chi mi conosce Andriy Shevchenko è il mio giocatore preferito da una vita ormai, in questi sette anni ho avuto gioie incredibili nel vederlo giocare... Eccoli rivissuti qui, sul mio blog.
Estate 1999, arriva a Milano, sponda rossonera, una giovane promessa ucraina, Andriy Shevchenko! Ancora non sapevo quanto mi sarei affezionato a quel giocatore con la faccia da bimbo... Il nuovo numero 7 rossonero comincia da subito a stupire tutti! Goal all'esordio al Via del Mare di Lecce (2-2), goal a san Siro, contro il Perugia (3-1) facendo capire subito a tutti i tifosi che stava per nascere un campione... E via così, giornata dopo giornata, goal dopo goal, Sheva è entrato sempre più nel cuore dei rossoneri. Due stagioni fantastiche per il bomber di Kiev, andato a segno in entrambe 24 volte (coppe escluse); 17 goal totali, invece nella stagione successiva... Immagini indelebili quelle lasciate in quegli anni da Andriy, dallo slalom contro il Bari all'eurogoal contro la Juve, dalla stratosferica tripletta contro la Lazio ai due goal segnati nello storico derby del 6 a 0. I risultati della squadra, però, non arrivano... e le richieste per Sheva non mancano, ma lui resta con la maglia rossonera. E inizia così la stagione 2002/2003; un calvario per Sheva, fino ad ora mai colpito da alcun infortunio che è costretto a saltare numerose gare e, inizialmente, a seguire da lontano le imprese della sua squadra, trascinata da uno startosferico super Pippo!! Al suo rientro è subito decisivo... chi può dimenticarsi la rete al Real Madrid, battuto per 1 a 0 nella sfida tra le due regine d'Europa? Stagione povera di goal quella di Andriy... solo 5 centri in campionato; ma nessuno sapeva come si sarebbe conclusa... Quarti di Champions, Sheva e Pippo mettono la firma nel 3 a 2 contro l'Ajax, che proietta il Milan in semifinale di Coppa contro l'Inter, un derby storico, un evento per tutta Milano. 0 a 0 all'andata e così tutto rimandato ai secondi 90 minuti: minuto 44, passaggio di Seedorf e Sheva, con uno spunto magico, brucia Cordoba e Toldo... goal!! A nulla serve la rete di Martins, il Milan è in finale... contro la Juventus! Per Sheva è l'occasione di riscattare una stagione sfortunata e trasformarla in gloria. Il fuoriclasse ucraino va subito a segno, ma la rete viene giustamente annullata per fuorigioco di Rui Costa; la partita si fa sempre più tesa e il risultato non si sblocca. Sia va ai rigori: grandi protagonisti i portieri, dopo i primi quattro rigori tre parate per Dida, due per Buffon. Il Milan conduce 2 a 1, Del Piero segna... tutto ora è nella mani di Sheva. Uno sguardo che ha fatto il giro del mondo, un cenno d'assenso, una breve rincora... GOOOOOOOOOOL!! Buffon spiazzato, palla in rete e Milan campione d'Europa!! Da lì Sheva comincia a rifarsi dei trofei che fino a quel momento non aveva vinto. Coppa Italia, Supercoppa Europea (tanto per cambiare è suo il goal decisivo) e, nella stagione 2003/2004, finalmente, il tanto desiderato scudetto! Uno scudetto firmato Shevchenko... tre goal negli scontri decisivi contro la Roma e tante tante giocate che riconciliano con il gioco del calcio. E alla fine del 2004 Sheva raggiunge anche quel traguardo che tutti i bambini sognano, vincere il pallone d'oro!! Le ultime due stagioni, purtroppo, non hanno visto il Milan vincere nessun trofeo (grandissima la delusione per la finale di Istambul), ma Sheva ha sempre segnato a raffica. Difficile ricordare qualche goal in particolare anche se la rete all'Inter nel ritorno dei quarti di Champions nel 2005 resta una delle mie preferite. Ed eccoci alla fine... Sinceramente non riesco ancora a credere che il mio giocatore preferito possa lasciare il Milan, dopo anni di gioie, prodezze ed emozioni infinite. "Non è brasiliano però che goal che fa, il fenomeno lascialo là QUI c'è Sheva!" ho cantato per sette anni a squarcia gola... è difficile per me pensare che Sheva non sarà più QUI, che sulla maglia numero 7 rossonera non ci sarà più il suo nome...
Io non riesco a chiamarlo traditore, non dopo quello che ha fatto, non dopo quello che ci ha fatto vincere, cercherò di accettare la sua scelta come uomo, anche questa era l'occasione per Sheva di entrare nella storia di una squadra e lasciare un'impronta indelebile nel cuore dei tifosi...
E allora cercherò di ricordarlo a Manchester, con quella faccia a prima vista impaurita ma che in realtà è la faccia di chi è consapevole di essere l'attaccante più forte del mondo e di chi sa di non poter fallire... e lì Sheva non ha fallito!
Grazie Andriy, grazie campione, grazie straordinario goleador, ma, purtroppo, non posso dire grazie bandiera rossonera. Comments (5)
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